The Disruptive Strategist - La sicurezza informatica in un mondo che cambia

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Pieran Maru di GAM Investments esamina la crescente rilevanza della sicurezza informatica per le imprese che cercano di contenere il rischio di attacchi ransomware.

24 novembre 2021

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Il tema della sicurezza informatica si va diffondendo per due ragioni principali: gli interventi del governo a seguito dei recenti reati e attacchi informatici a scopo di estorsione, che hanno attirato molta attenzione, e l’esperienza del lockdown dovuto al Covid, che ha accelerato il passaggio dagli uffici tradizionali ad ambienti di lavoro più flessibili.

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è impegnato a inserire la sicurezza informatica tra le priorità della sua amministrazione a dicembre 2020, dopo che l’attacco informatico a SolarWinds interessò circa 18.000 clienti dell’azienda, tra cui molti enti governativi statunitensi. A seguito dell’attacco di alto profilo a Colonial Pipeline nel maggio 2021, la Casa Bianca ha emesso subito un ordine esecutivo per potenziare la sicurezza informatica del Paese che riguarderà verosimilmente ogni settore industriale. Nell’agosto 2021 Biden ha incontrato 30 dirigenti d’azienda per discutere delle minacce cibernetiche e delle iniziative da prendere per rafforzare la sicurezza informatica. Google ha annunciato che investirà 10 miliardi di dollari in cinque anni, e nello stesso periodo Microsoft impiegherà 20 miliardi di dollari per rafforzare a sicurezza informatica.

I sistemi di sicurezza della rete tradizionali si avvalgono di un classico approccio perimetrale, detto “castello e fossato”, che presuppone che le attività svolte all’interno siano protetta da barriere e firewall per impedire attacchi esterni. Tuttavia, in ambienti più complessi che comportano l’immagazzinamento dei dati in molteplici sedi nel cloud, con gli utenti che accedono da diversi dispositivi al di fuori del perimetro aziendale, mentre le minacce si fanno sempre più sofisticate, serve un modello diverso come Zero Trust. Indipendentemente dal luogo in cui parte la richiesta, Zero Trust si basa sul principio “non fidarsi mai, verificare sempre”, e questo vale per ogni utente e ogni dispositivo. Un altro vantaggio di Zero Trust è il principio della microsegmentazione. La microsegmentazione crea aree più ristrette per diverse parti della rete e richiede autorizzazioni separate allo scopo di ridurre al minimo le possibilità di spostamento all’interno della rete nel caso in cui un aggressore riuscisse ad entrare. Zero Trust adotta un nuovo approccio a più livelli e consente una più rapida identificazione delle aree vulnerabili.

La spesa annuale per la sicurezza informatica, per circa 150 miliardi di dollari, dovrebbe aumentare del 12% all’anno poiché le aziende intendono contenere il più possibile il rischio reputazionale derivante dagli attacchi che comportano una richiesta di riscatto, dunque assegnano una percentuale più elevata della spesa IT a questo tipo di problematiche. Il segmento in più rapida crescita è la sicurezza del cloud, con una crescita su base annua di oltre il 41%, seguita dalla sicurezza dei dati, dalla protezione delle infrastrutture e dalla gestione delle identità e degli accessi con una crescita annua del 16% circa.

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Pieran Maru

Investment Analyst

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