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I trasporti come servizio, un’opportunità rivoluzionaria

martedì 3 settembre 2019

Il settore dei trasporti come servizio (TaaS in inglese) potrebbe rappresentare un’enorme opportunità dagli effetti dirompenti. Ne è convinto Mark Hawtin di GAM Investments. Il passaggio dall’auto di proprietà alla condivisione del mezzo di trasporto, abbinato alle nuove efficienze del settore, farà probabilmente sia vincitori che vinti.

I business model tradizionali vengono messi oggi in discussione dalla diffusione estremamente rapida di piattaforme di ampia portata. Un esempio semplice ma efficace riguarda il fatto che la più grande compagnia di taxi al mondo, ovvero Uber, non possiede alcun veicolo. I settori economici stanno cambiando rapidamente. Il ride sharing, che da solo potrebbe diventare un mercato da 5 mila miliardi di dollari, rientra in un tema più ampio che, a nostro giudizio, ha le potenzialità di diventare uno degli elementi rivoluzionari dagli effetti più rapidi e profondi, ovvero i trasporti come servizio.

Secondo ACA Research1, i trasporti come servizio si posizionano all’intersezione tra quattro tendenze macroeconomiche: veicoli a guida autonoma, veicoli elettrici, connettività e sharing gig economy. Comportano il passaggio dalla proprietà del mezzo di trasporto a soluzioni di mobilità che vengono consumate come un servizio. In base alle stime, con la progressiva accettazione da parte dei consumatori del modello di mobilità offerto dai trasporti come servizio, le dimensioni della flotta di veicoli negli Stati Uniti diminuirà da 247 milioni nel 2020 a 44 milioni 10 anni dopo. Sulla base dei dati del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti utilizzati in un rapporto del 2017 di RethinkX, intitolato Rethink Transportation, i chilometri percorsi con un servizio di trasporto di questo tipo supereranno quelli percorsi con un veicolo di proprietà già nel 2025, ed entro il 2030 quasi tutti i trasporti avverranno in questo modo (la cifra prevista è di 6 mila miliardi di miglia, ovvero circa 9,5 mila miliardi di chilometri per passeggero).

Tali stime ci portano a concludere che non solo ci sarà il passaggio dall’auto di proprietà (soluzione estremamente poco economica) ma che verrà fatto anche un migliore utilizzo dei veicoli, mentre aumenterà il numero di chilometri percorsi per passeggero (da circa 7,5 mila miliardi di km del 2015 a circa 9,5 mila miliardi nel 2020). Inoltre, il costo per la percorrenza di tali distanze scenderà in misura significativa poiché si farà un uso molto più intensivo delle auto. È un cambiamento di grande portata. Questo significa, per esempio, che molti dei nostri figli non possiederanno un’auto e potrebbero anche non imparare mai a guidare. Secondo alcuni studi, le autorità potrebbero approvare l’uso dei veicoli a guida autonoma sulle strade pubbliche già nel 2021.

Figura 1: Velocità di adozione dei trasporti come servizio

Fonte: RethinkX: L’analisi degli autori di “Rethink Transportation” si basa sui dati del Dipartimento dei Trasporti USA, aggiornati a maggio 2017.

Le società di car sharing o passenger sharing come Uber e Lyft stanno sottraendo quote di mercato ai modelli tradizionali e sono diventate rapidamente parte della nostra quotidianità, tanto che in alcune lingue “uber” si usa come un verbo e in italiano si parla di “uberizzazione” dei servizi. Eppure, nonostante la loro diffusione, non sembra che questi servizi saranno redditizi nel breve termine: le quotazioni di entrambe queste aziende non hanno ottenuto il successo sperato. Non sono chiare le modalità con cui si evolverà il settore e se un’azienda sbaraglierà il mercato. Dobbiamo fare attenzione al fatto che le valutazioni di queste aziende, e di altri operatori del settore tecnologico, sono spesso eccessivamente alte. La quotazione in Borsa certamente è servita a ricordare al mercato che, in ultima analisi, ogni titolo dev’essere sottoposto ad attento scrutinio per quanto attiene al suo valore intrinseco e che anche i nomi di alto profilo all’inizio di una fase rivoluzionaria non ne usciranno necessariamente vincenti.

Comunque, i trasporti come servizio comprendono numerosi segmenti, dal ride sharing per il trasporto delle merci, alla distribuzione, alla consegna di cibo a domicilio e alla consegna tramite droni, oltre al trasporto personale. Crediamo dunque che il mercato dei trasporti come servizio, nel suo complesso, rappresenti un’opportunità nell‘intorno degli 8 mila miliardi di dollari che equivarrebbe al 10% del Pil globale.

La consegna di cibo a domicilio è un settore in cui si sta espandendo anche Amazon. Dopo aver acquistato Whole Foods nel 2017 per entrare nel mercato della vendita di alimentari negli Stati Uniti, oggi Amazon è a capo di un round di finanziamento da 575 milioni di dollari per la piattaforma online di consegna di cibo a domicilio Deliveroo. L’investimento potrebbe sconvolgere il mercato delle consegne a domicilio nei 14 Paesi in cui opera Deliveroo, dando all’azienda abbastanza liquidità da competere con concorrenti del calibro di Uber Eats e Just Eat, società quotata in Borsa nel Regno Unito. C’è una forte competizione tra le tre aziende per conquistare una fetta del mercato britannico delle consegne a domicilio. Secondo le previsioni degli analisti, la possibile integrazione dei servizi di Amazon e Deliveroo consentirebbe agli utenti di ordinare cibo da Deliveroo attraverso i dispositivi Echo di Amazon, ma darebbe anche la possibilità ai corrieri di Deliveroo di consegnare altri tipi di pacchi.

Nei trasporti come servizio ci sono poche società che non si occupano di consegne di cibo a domicilio. Uber e Lyft sono i nomi più noti, ma occorre prudenza nel breve periodo, mentre queste aziende cercano di consolidare il loro business model. Ci sono però opportunità da non trascurare tra i fornitori delle società di TaaS, come Monolithic Power Systems negli Stati Uniti e Infineon Technologies in Germania. Nel tempo esploreremo anche altre idee e prevediamo di scovare molte nuove opportunità nei trasporti come servizio.

Figura 2: Il mercato dei trasporti come servizio

Fonte: GAM. I loghi sono marchi commerciali dei rispettivi proprietari e sono utilizzati solamente a fini illustrativi. Non vanno considerati come una sponsorizzazione o una referenza da parte di GAM. Il riferimento a un titolo non rappresenta un suggerimento di acquisto o di vendita di tale titolo.

Quando nell’ambito di una tendenza rivoluzionaria ci sono grandi vincitori, ci saranno verosimilmente anche grandi sconfitti. A nostro giudizio, saranno le società automobilistiche tradizionali a risentirne maggiormente. Secondo alcune stime, le dimensioni del settore della produzione di automobili potrebbero ridursi da 570 miliardi di dollari nel 2015 a 104 miliardi di dollari nel 2030. Il mercato della vendita di auto usate potrebbe sparire del tutto.

Il settore petrolifero è un altro ambito che probabilmente risentirà di tali sviluppi poiché le auto alimentate da un motore a combustione interna saranno sostituite dai veicoli elettrici. Il passaggio verso i veicoli a guida autonoma e i trasporti come servizio potrebbe accelerare la flessione dei ricavi di queste imprese.

Non crediamo di esagerare quando diciamo che questo settore ha le potenzialità di produrre il cambiamento rivoluzionario di più ampia portata a cui abbiamo assistito finora nel campo tecnologico, anche superiore ai social network o agli smartphone. Non vediamo l’ora di assistere, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, agli sviluppi dei trasporti come servizio e all’emergere di nuove opportunità di investimento.


1 Fonte: https://www.acaresearch.com.au/australian-market-research-blog/the-rise-of-transport-as-a-service-taas

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