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Returning to Growth: Cina in costante evoluzione

31 luglio 2020

Con l’uscita dal lockdown, alcuni settori in Asia potrebbero risultare cambiati per sempre. Jian Shi Cortesi valuta possibili vincitori e vinti nella fase di “ritorno alla crescita” e spiega perché la Cina potrebbe aiutarci a identificare i settori che avranno successo alla riapertura delle attività.

Con l’arrivo dell’importante stagione estiva, molti Paesi hanno avviato la fase finale del piano di ripresa dal Covid-19, ovvero la riapertura delle attività. I Paesi escono dal lockdown con diverso successo. Mentre alcuni stati americani stanno tornando in quarantena, altri Paesi come la Svizzera sono riusciti a contenere i contagi nonostante la ripresa delle attività. Ad ogni modo, i provvedimenti introdotti in Europa e Nord America sono relativamente nuovi e dovremo aspettare di valutarne l’efficacia al di là del breve termine. D’altra parte, la Cina è stata la prima a entrare in crisi e, a rigor di logica, sarà la prima ad uscirne. Esaminando l’epicentro iniziale del coronavirus potremmo identificare le tendenze a più lungo termine che si manifesteranno gradualmente anche nel resto del mondo. 

Quando l’Europa iniziava a chiudere le attività a marzo, la Cina stava uscendo dal primo mese di lockdown. Questo periodo di misure draconiane è stato più breve rispetto ad altri Paesi, in parte grazie all’esperienza della Cina durante altre epidemie in passato. Sia la SARS che la MERS hanno colpito diffusamente le regioni orientali, di conseguenza il governo cinese era più preparato di altri ad affrontare la crescente minaccia del Covid-19. Prevedibilmente, un lockdown più breve ha portato a una ripresa economica più rapida. 

Sebbene il rallentamento sia durato meno che a Occidente, la vita non è ancora tornata alla normalità neppure in Cina. Permangono le limitazioni ai viaggi e, anche quando le restrizioni verranno revocate, è possibile che i consumatori siano riluttanti a intraprendere viaggi all’estero finché non sarà trovato un vaccino. Pertanto ci aspettiamo un significativo rimpatrio dei consumi verso la Cina, in particolare nei beni di lusso. Tipicamente i consumatori cinesi acquistano prodotti di lusso al di fuori del Paese, poiché i dazi fanno salire i prezzi venduti a livello locale. Il desiderio di acquistare beni di lusso resta forte, tuttavia l’acquisto dovrà avvenire localmente anziché all’estero. 

Un altro settore che dovrebbe beneficiare di questa tendenza è l’intrattenimento online, in particolare i videogiochi. I videogiochi vanno generalmente meglio nei momenti di difficoltà dell’economia perché i consumatori cercano di risparmiare. Oltre a non poter viaggiare, tutti i consumatori hanno risentito verosimilmente del crollo dei mercati dovuto al virus. Si sono rivolti dunque a forme di intrattenimento più convenienti, anziché acquistare costosi biglietti per il cinema o rischiosi pacchetti vacanze per la famiglia. 

La caratteristica veramente vincente dell’intrattenimento online sta nel nome stesso: è online. Nel tentativo di evitare la folla, diventa naturale preferire attività che si possono svolgere via internet. Il passaggio ai servizi online è una tendenza che era presente anche prima della pandemia, tuttavia, la rapida imposizione del lockdown e delle misure di distanza sociale che persisteranno a lungo hanno accelerato tale processo, producendo un’infrastruttura digitale che probabilmente permarrà anche in futuro. I primi a cavalcare questa tendenza in Cina sono stati il settore sanitario e dell’educazione che sono stati costretti ad abbracciare queste tecnologie per via del loro ruolo essenziale nelle vite della popolazione. 

Negli ultimi anni il sistema sanitario in Cina ha cercato di scardinare l’abitudine inveterata di andare subito all’ospedale quando si sta male. Spesso i pazienti attendevano per ore una visita di soli 10 minuti e i servizi online erano pressoché inesistenti. Il governo ha incoraggiato la diffusione dei servizi medici online che consente di accedere, a pagamento, a un medico online 24 ore su 24. Le farmacie possono consegnare i farmaci nel giro di poche ore. Anche quando il coronavirus sparirà, questi servizi contribuiranno a ridurre l’eccessivo affollamento degli ospedali e potenzieranno l’efficienza dell’intero settore. 

Gli aspetti culturali sono determinanti anche nell’evoluzione dei servizi educativi.  In Cina, l’educazione può cambiare la vita di una persona, per i più poveri è un modo per migliorare la propria condizione sociale. Dato che molte scuole sono rimaste chiuse, l’educazione online è diventata una necessità e i consumatori hanno accolto favorevolmente questi strumenti per poter continuare a studiare. Con il contributo di grandi aziende del settore, sono stati impiegati diversi meccanismi per garantire l’efficacia dell’insegnamento virtuale. Grazie ai quiz online durante le lezioni, il processo di valutazione è pressoché istantaneo. Si raccolgono inoltre dati per misurare il grado di attenzione e comprensione degli studenti. Sono caratteristiche positive, gradite ai genitori che probabilmente le vorranno mantenere anche dopo il lockdown. 

A nostro giudizio, il passaggio della Cina verso un’esperienza sempre più digitale si rifletterà anche sul resto del mondo. L’intrattenimento online, l’educazione online e la sanità online incorporano tendenze preesistenti che sono state accelerate dalla crisi. Mentre la ripresa globale sta prendendo forma, la Cina anticiperà le tendenze che diventeranno poi la norma nelle nostre culture nel lungo termine. 

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