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Outlook 2024: Mark Hawtin (Disruptive Growth Equities)

Disruptive Growth: lo scenario di base è particolarmente favorevole alle azioni growth

Dicembre 2023

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All’inizio del 2023 gli strumenti più esposti al rischio hanno fatto meglio del previsto, a fronte di un’attività economica robusta grazie alla liquidità abbondante che ha trainato i consumi e all’apparente frenata dell’inflazione. Il 2024 non potrà contare su questi due fattori, infatti l’inflazione core potrebbe persistere su livelli elevati e la liquidità a disposizione dei consumatori dovrebbe diminuire. Quest’ultimo elemento inizia a riflettersi sulle prospettive meno positive della spesa discrezionale: a livello micro nella spesa al dettaglio, nei volumi dei pagamenti e nei servizi di base, come la consegna a domicilio di alimentari.

La situazione nel mercato azionario nel 2023 probabilmente non era così robusta come sembrano indicare i dati complessivi. Mentre l’indice S&P 500 ha riportato rendimenti intorno al 20%, l’indice S&P equamente ponderato non ha guadagnato. Lungo la curva del rischio, anche il Russell 2000 risulta sostanzialmente invariato nell’anno. I rendimenti dipendono in particolare dai Magnifici 7, ovvero Apple, Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla. Il paniere di titoli a mega capitalizzazione di Goldman Sachs ha guadagnato ben il 70% da inizio anno (nel momento in cui scriviamo). L’assenza di questi titoli in portafoglio ha dunque frenato parecchio la performance. A nostro giudizio, sono tre i fattori alla base dell’andamento positivo di tali titoli. Primo, gli investitori sono andati alla ricerca delle azioni di grandi aziende, liquide, sicure e relativamente convenienti. Secondo, alla soglia del 2023 c’era preoccupazione per la crescita economica, e buona parte di questi titoli fanno affidamento su ricavi che dipendono dall’andamento dell’economia, come la pubblicità (Alphabet e Meta) o la vendita al dettaglio (Amazon). Questa è la ragione del sell-off alla fine del 2022 di alcuni dei Magnifici 7. Terzo, a maggio 2023 sono stati pubblicati i risultati del lancio di Chat GPT alla fine dell’anno scorso, con utili eccezionali da parte di Nvidia.

Nel complesso, tutti questi fattori delineano uno scenario di base particolarmente interessante per le azioni growth. È probabile che l’inflazione resti vischiosa, ma su livelli più abbordabili, tra il 4 e il 5%. Ciò dovrebbe impedire ai tassi di interesse di salire ancora. Di fronte alla possibilità di un rallentamento della crescita economica a novembre e del calo di oltre 50 p.b. dei rendimenti decennali negli Stati Uniti, abbiamo assistito a un brusco rally dell’azionario. I fondamentali growth non hanno subito variazioni, e oltre il 90% delle società tecnologiche dell’S&P nel 3° trimestre 2023 ha riportato utili oltre le aspettative. Crediamo che nei prossimi trimestri non sarà diverso. La crescita resta solida. Comunque, le valutazioni dei Magnifici 7 sembrano tirate rispetto al mercato. L’indice S&P 500 scambia a 18 volte gli utili previsti nel 2024 (Goldman Sachs), dunque ben oltre le medie degli ultimi 30 anni. Al contrario, l’S&P equamente ponderato scambia a 14 volte gli utili 2024, intorno ai minimi della media a 30 anni. Il PE a termine dei Magnifici 7 è di 29. A nostro giudizio, tale elemento indica che le azioni growth resteranno robuste, ma i vincitori non saranno tra i Magnifici 7. I temi alla base dei migliori rendimenti saranno intelligenza artificiale, sanitario, immagazzinamento e Software as a Service (SaaS): il 2024 sarà un mercato per le strategie bottom-up.

Il jolly per le strategie disruptive growth sarà la Cina, dove le valutazioni sono crollate attestandosi a livelli estremamente bassi. I tentativi di stimolare la crescita nell’economia cinese, in uno scenario caratterizzato da una bassissima inflazione, dovrebbero essere ricompensati da rendimenti elevati nell’azionario. Per tale ragione, crediamo che i rischi macroeconomici e geopolitici siano già stati scontati.

In breve, riteniamo che le azioni growth continueranno a fare bene nel 2024, ma non grazie ai Magnifici 7, mentre la Cina sarà il jolly grazie al buon profilo di rischio e rendimento.

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